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Interrogazione sugli incendi a Calamosca (di Andrea Scano)

La spiaggia di Calamosca in una calda giornata estiva (foto Andrea Scano) 

Due incendi in un colpo solo a Calamosca. Sarà un caso? Io dico di no.

Siamo alle solite, con i soliti problemi che, annualmente, si ripresentano durante il periodo estivo. Le amministrazioni locali che dovrebbero prevenire il rischio di incendi con adeguate misure (soprattutto con la pulizia effettuata ai margini delle strade, in presenza di sterpaglie particolarmente alte e fitte quest’anno) non sono sempre attente a svolgere al meglio il loro ruolo.

Su questo argomento ho presentato una interrogazione urgente in Consiglio.

(A.S.)

 

 

Il colle di S. Elia, presso Calamosca, è ricoperto da vegetazione, con presenza di endemismi e specie botaniche di

particolare interesse (foto Andrea Scano).

 

Interrogazione urgente

 

All’assessore all’ambiente e urbanistica  

All’assessore ai servizi tecnologici

 

Sulla prevenzione degli incendi nel territorio comunale di Cagliari

 

 

Premesso che la passata stagione  è stata eccezionalmente piovosa, contribuendo alla crescita di una fitta vegetazione spontanea anche  nelle aree verdi o incolte del territorio comunale di Cagliari.

 

Considerato che domenica 28 giugno si sono sviluppati due incendi nella zona di Calamosca – Colle di S. Elia, incendi che hanno richiesto l’intervento di numerosi uomini e mezzi per lo spegnimento.

 

Considerato che è ormai assodato che una elevata percentuale di incendi si sviluppa a partire da  sterpaglie e rifiuti presenti a bordo strada, in particolar modo nelle vicinanze di aree urbanizzate.

 

Considerata anche la straordinaria valenza paesaggistica di siti quali quelli rappresentati dai colli cagliaritani e dai compendi di Molentargius e S. Gilla

 

Si interrogano gli assessori competenti per conoscere

  • Quali misure di prevenzione (pulizia da sterpaglie, ritiro di rifiuti  e quant’altro possa favorire lo svilupparsi di incendi) siano state messe in atto sinora  dall’amministrazione comunale
  • Quali altre misure l’amministrazione intenda prendere in futuro per ridurre al massimo i possibili rischi di incendio in aree incolte, ai bordi delle strade e presso siti di rilevante interesse paesaggistico.

 

 

Cagliari, 30/06/2009

 

                                                                                                         Andrea Scano

  1. Andrea Scano
    1 Luglio 2009 a 23:45 | #1

    L’interrogazione si è svolta oggi, mercoledì 1 luglio. Ha risposto solo l’assessore Campus (ambiente e urbanistica). Lo stesso Campus, nell’interrogazione che ha preceduto la mia, ha detto testualmente di essere “assessore all’ambiente senza portafoglio”. Il che vuol dire, in parole povere, che il comune di Cagliari, pur inserito in un contesto ambientale di straordinaria importanza, non sa o non vuole dare importanza a tale contesto.

    Rispondendo (o forse, è meglio dire “non rispondendo…”) alle mie domande, l’assessore ha sostanzialmente ripetuto di non avere a disposizione risorse per occuparsi meglio delle aree verdi e di quelle incolte, lasciando intendere, quindi, che le opere di pulizia al fine di prevenire gli incendi estivi possono andare a farsi benedire.

    Ha aggiunto alcune considerazioni (che io ritengo assolutamente fuori luogo), dicendo che vi sono dei “contesti che non sono gestibili, poiché sono anche di qualcun altro” (riferendosi a zone militari o simili), e che vi sarebbero problemi a fare la pulizia delle erbacce in aree (come forse il colle di S. Elia) ricche di particolari “biotopi” o specie vegetali protette.

    Ha poi tentato di scaricare le responsabilità su altri (il Consiglio), colpevole, in qualche modo, di aver votato un bilancio così “magro” nei confronti dell’ambiente. Dimenticando, tra l’altro, che fu la stessa giunta (Cappellacci assessore al bilancio) a predisporre il bilancio medesimo, chiedendone l’approvazione “blindata” alla maggioranza di centrodestra del consiglio.

    In conclusione, ho risposto dichiarandomi insoddisfatto, e ricordando da un lato la responsabilità politica di chi decide di non stanziare adeguati fondi per l’ambiente, dall’altro la necessità pratica di opere minime, come la pulizia da sterpaglie e immondizie a bordo strada, vicino ad aree verdi o incolte.

    (Andrea Scano)

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